• HOME
  • RUBRICHE
    • CALCIO E PRINCIPI
    • GIOCHI DI COSTRUZIONE
    • GIOCHI MOTORI
    • GIOCHI POSIZIONALI
    • GIOCHI SEMPLIFICATI
    • ATTIVAZIONE
    • TATTICA
    • TECNICA
    • MODELLI DI GIOCO
    • SOSEF
    • PSICOLOGIA
  • VIDEO
    • ALLENATORE EFFICACE
    • AGENZIA EDUCATIVA
    • COMUNICARE
    • NEUROSCIENZE APPLICATE
    • IL GIOCO INSEGNA
    • ESERCITAZIONI
  • COACHING
    • ALLENARE
    • CLINIC & EVENTI
    • INTERVISTE
    • ARTICOLI
  • DOWNLOAD
    • LIBRI E EBOOK
    • MATERIALE SCARICABILE E PDF
    • STORIE
  • CONTATTI
venerdì, Luglio 17, 2026
Football Idea Logo
  • HOME
  • RUBRICHE
    • CALCIO E PRINCIPI
    • GIOCHI DI COSTRUZIONE
    • GIOCHI MOTORI
    • GIOCHI POSIZIONALI
    • GIOCHI SEMPLIFICATI
    • ATTIVAZIONE
    • TATTICA
    • TECNICA
    • MODELLI DI GIOCO
    • SOSEF
    • PSICOLOGIA
  • VIDEO
    • ALLENATORE EFFICACE
    • AGENZIA EDUCATIVA
    • COMUNICARE
    • NEUROSCIENZE APPLICATE
    • IL GIOCO INSEGNA
    • ESERCITAZIONI
  • COACHING
    • ALLENARE
    • CLINIC & EVENTI
    • INTERVISTE
    • ARTICOLI
  • DOWNLOAD
    • LIBRI E EBOOK
    • MATERIALE SCARICABILE E PDF
    • STORIE
  • CONTATTI
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • HOME
  • RUBRICHE
    • CALCIO E PRINCIPI
    • GIOCHI DI COSTRUZIONE
    • GIOCHI MOTORI
    • GIOCHI POSIZIONALI
    • GIOCHI SEMPLIFICATI
    • ATTIVAZIONE
    • TATTICA
    • TECNICA
    • MODELLI DI GIOCO
    • SOSEF
    • PSICOLOGIA
  • VIDEO
    • ALLENATORE EFFICACE
    • AGENZIA EDUCATIVA
    • COMUNICARE
    • NEUROSCIENZE APPLICATE
    • IL GIOCO INSEGNA
    • ESERCITAZIONI
  • COACHING
    • ALLENARE
    • CLINIC & EVENTI
    • INTERVISTE
    • ARTICOLI
  • DOWNLOAD
    • LIBRI E EBOOK
    • MATERIALE SCARICABILE E PDF
    • STORIE
  • CONTATTI
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Footballidea
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home ARTICOLI

Allenare il decision-making nel calcio giovanile. Analisi e riflessioni alla luce dell’articolo del 02/03/2026 pubblicato da Applied Sciences (MDPI)

Francesco Brasili da Francesco Brasili
17/03/2026
in ARTICOLI
0 0
0

Il 02/03/206,  sulla rivista scientifica Applied Sciences (MDPI) è stato pubblicato uno studio condotto da ricercatori  dell’Università Pegaso di Napoli e dell’Università degli studi di Salerno , che ha stimolato riflessioni sull’allenamento nel calcio del “decision making” , provando infatti a rispondere a una domanda molto attuale nel calcio giovanile: per aiutare ragazzi e ragazze a decidere meglio in campo, è sufficiente il lavoro tradizionale, oppure servono ambienti di allenamento più ricchi di informazioni e di scelte? E soprattutto: oltre alla note contrapposizioni tra approcci più prescrittivi vs approcci più educativi (teoria “ecologica”, “ripetere senza ripetere”, etc.), come possono le attuali tecnologie (attraverso ad esempio il gaming virtuale), portare ricchezza e trasferimento concreto sulle abilità di campo, da un punto di vista cognitivo/relazionale?

Gli autori dello studio (Rosario Ceruso, Giovanni Esposito, Sara Aliberti, Tiziana D’Isanto e Francesca D’Elia),  hanno confrontato tre strade diverse: un allenamento tradizionale, un percorso fondato sulle dinamiche ecologiche e un protocollo ibrido che univa lavoro sul campo e sessioni strutturate di “football eSport”.  

Leggendo i risultati emergerebbe un messaggio non banale: i gruppi che sono stati esposti a contesti più variabili, più rappresentativi del gioco e più ricchi di stimoli percettivo-cognitivi sono migliorati più del gruppo che ha lavorato in modo “tradizionale”. Ma la sorpresa è stata che, dei tre protocolli applicati in allenamento come più avanti specificato, quello che prevedeva un lavoro aggiuntivo con “videogame eSport”,  ha mostrato il cambiamento più marcato nei punteggi di valutazione sia  del decision-making e che del tempo di reazione, aprendo ad una riflessione sull’opportunità di utilizzo non occasionale (o di nicchia) di tali strumenti nei contesti di allenamento, ove ovviamente ciò sia possibile in relazione a strutture,  mezzi a disposizione e fasce di età compatibili.

Quanto è durato l’esperimento e chi ha coinvolto

L’esperimento è durato 24 settimane, quindi circa sei mesi, con tre sedute di allenamento a settimana.

Le valutazioni sono state fatte in tre momenti: prima dell’intervento, a metà percorso (12ª settimana) e alla fine del programma (24ª settimana).

I partecipanti erano 69 giovani calciatori, precisamente 47 maschi e 22 femmine. L’età media era di 15,1 anni, con una fascia compresa tra 14 e 17 anni.

Tutti appartenevano alla stessa categoria agonistica giovanile e giocavano in club dilettantistici della medesima area geografica. Inoltre, tutti si allenavano regolarmente almeno tre volte a settimana e disputavano una gara ufficiale ogni settimana.

 

In cosa è consistito l’esperimento

Il Gruppo A ha seguito un protocollo tradizionale: esercizi tecnici e tattici a schema fisso, lavoro analitico, combinazioni codificate, situazioni ripetitive e partitelle finali con indicazioni molto prescrittive. L’accento era posto soprattutto sulla corretta esecuzione.

Il Gruppo B ha lavorato con dinamiche vicine all’ approccio  ecologico. Le sedute erano costruite su small-sided games, rondos, giochi di posizione e partite condizionate. L’allenatore non prescriveva in modo rigido la soluzione, ma manipolava i vincoli del compito e usava domande guida e feedback informativi. L’obiettivo era far emergere scelte adattive, non imporre una risposta unica.

Il Gruppo C ha seguito un protocollo ibrido combinando  componenti analitiche e situazioni selezionate di gioco, combinate con sessioni strutturate di “scrimmage” (simulazioni virtuali tramite videogame per testare strategie specifiche e approfondire coni giocatori gli aspetti da migliorare in relazione alle scelte tattiche operate) di “football eSport” pensate per stimolare il coinvolgimento percettivo-cognitivo degli atleti. In campo, i giocatori hanno effettuato sedute assimilabili per coonvolgimento a quelle degli altri due gruppi, con esercitazioni di tipo sia analitico che con l’utilizzo di small-sided games, ma senza l’applicazione dell’adattamento del contesto secondo i dettami specifici della dinamica ecologica.

Questi allenamenti erano integrati poi da 1-2 sessioni settimanali di scrimmage su “football eSport”, durante le quali i giocatori affrontavano scenari tattici predeterminati in modalità di simulazione competitiva (ad esempio 1vs 1 o 2 vs 2).

La sessione di scrimmage impattava sugli atleti per circa 30-40 minuti, includendo fasi di gioco attivo e pause strutturate dedicate alla condivisione con i formatori e agli apprendimenti tattici.

Il feedback ricevuto era quasi esclusivamente cognitivo e aveva come principale obiettivo quello di stabilire connessioni tra le scelte compiute nel contesto virtuale e i principi di gioco applicabili effettivamente sul terreno di gara.

Questo approccio sembrerebbe abbia aumentato significativamente il numero di situazioni di decision-making gestite da ogni giocatore, in un contesto controllato, ripetibile e a basso impatto fisico, favorendo così il possibile transfer delle abilità decisionali dalla simulazione digitale al gioco reale.

Le sessioni di scrimmage venivano effettuate, come già sottolineato, in aggiunta al consueto allenamento sul campo in presenza e pertanto non lo sostituivano.

Procedendo in questa direzione, il Gruppo C sembrerebbe sia stato apparentemente esposto a una quantità complessiva più alta di stimolazione cognitiva rispetto agli altri gruppi, per effetto dell’integrazione di ambienti competitivi digitali nell’allenamento calcistico giovanile.

Per valutare il decision-making, i ricercatori si sono avvalsi del TacticUP Video Test for Soccer (per approfondire si veda “TacticUP Video Test for Soccer: Development and Validation”, Machado e Da Costa, Front. Psychol., 04 August 2020), un test validato basato su 68 scenari video di situazioni reali 11 contro 11.

Ogni scena si interrompeva poco prima dell’azione chiave, e il partecipante al test doveva scegliere l’opzione tattica ritenuta più valida. Inoltre, i ricercatori hanno calcolato anche il tempo medio di risposta utilizzando la registrazione dello schermo e l’analisi video frame-by-frame.

Che cosa è emerso? Quali sono le conclusioni?

Tutti i gruppi hanno mostrato miglioramenti nel tempo, ma non nella stessa misura.

Il gruppo allenato in modo tradizionale ha registrato cambiamenti piccoli e graduali.

Il gruppo dove sono state applicati metodi correlati alle dinamiche ecologiche ha mostrato miglioramenti moderati e costanti.

Il gruppo ibrido calcio reale + “football eSport” ha incredibilmente sembra abbia  fatto segnare gli incrementi più marcati, sia nell’accuratezza delle decisioni, che nella velocità di risposta.

Per esempio, nel tempo di reazione il Gruppo A è passato da 9,80 secondi a 9,58; il Gruppo B da 9,24 a 8,76; il Gruppo C da 9,64 a 8,41.

Nei punteggi di valutazione del decision making, la crescita del Gruppo C è stata più evidente rispetto al Gruppo A, mentre il Gruppo B si è collocato in una posizione intermedia.

Ovviamente, come indicato anche  dagli autori, la prudenza è d’obbligo: il vantaggio del Gruppo C non può essere attribuito in modo puro e isolato agli eSport (virtuale). 

Va tuttavia ribadito che, nel campione osservato, il protocollo ibrido ha funzionato con maggior efficacia dal punto di vista del miglioramento complessivo della qualità decision making e del tempo medio di reazione, aspetti che sappiamo essere essenziali per migliorare l’efficacia del gioco.

Due esempi pratici e molte domande

Esempio n1. Immaginiamo un 3 vs 2 nella trequarti di campo avversaria. Il portatore di palla del gruppo in superiorità numerica centralmente, un compagno attacca la profondità e un altro agisce principalmente a sostegno. In un lavoro tradizionale il ragazzo/a può essere abituato a eseguire una combinazione già codificata. In un ambiente più rappresentativo dal punto di vista dell’approccio ecologico, deve invece valutare dinamicamente e in tempo reale vari fattori, quali ad esempio certamente il posizionamento dei difensori, la distanza con i compagni, etc. In questo caso il decision-making non coincide con “fare bene il gesto”, ma con “l’applicare il/i gesto/i tecnico/i appropriato/i al momento giusto”.

Esempio n.2. Pensiamo a una situazione di 2vs2 con possibile inserimento di un terzo uomo. Il/i difensore/i non devono solo correre verso la palla: devono valutare se affrontare in modo deciso il portatore di palla, se schermare una linea di passaggio, se temporeggiare, oppure orientare il gioco in una zona di campo meno favorevole per l’avversario, oppure ancora costringerlo ad utilizzare maggiormente il piede meno forte. Anche in questo caso, la qualità dell’azione difensiva dipende da percezione, analisi immediata del contesto e rapidità di adattamento.

Possono questi scenari essere replicabili anche virtualmente con componenti variabili impreviste?

Quali possibilità offre la tecnologia e il mondo virtuale oggi per poter sviluppare adattamenti significativi anche in un contesto aspecifico come quello virtuale?

Quanto c’è di concreto in questo transfer?

Di certo queste applicazioni aggiuntive non possono che attirare, almeno agli inizi, la curiosità di ragazzi/e e avvicinarsi al loro mondo e al loro gergo, ma il gioco vale veramente la candela?

Oppure è preferibile investire questi 30-40’ aggiuntivi con lavoro reale, magari coinvolgente e appassionante in contesti di gioco vero e non verosimile?

E se un fantomatico gruppo D, non presente in questo studio, ma ipotizzato da chi scrive, si fosse mosso in questa direzione, siamo sicuri che non avrebbe avuto un miglioramento più significativo del gruppo C?

Riteniamo che questo studio imponga una o più riflessioni  che ogni allenatore dovrebbe effettuare, nel predisporre una seduta. Dovrebbe infatti ricordarsi, a nostro avviso, di non tralasciare gli aspetti cognitivi da stimolare (ma non sovrastimolare) costantemente in allenamento, sia in modo specifico, vale a dire nel gioco e attraverso esso, che aspecifico, cioè a dire in attività proponibili sia in campo che virtualmente (avendone le possibilità, e chiaramente come complemento o supporto, in caso ad esempio di infortunio prolungato).

Quando preparo una seduta, quante decisioni autentiche farò vivere (consapevolmente e inconsapevolmente) ai miei giocatori?

Sto contribuendo a far crescere ragazzi capaci di adattarsi, sia tatticamente che emotivamente, ai contesti di gioco?

E lo sto facendo curando sia la fase offensiva che difensiva, oppure mi concentro esclusivamente, o quasi esclusivamente, sulla prima?

Quanto spazio dedico ad ogni allenamento alla partecipazione attiva di tutti i giocatori, tenendo conto e rispettando l’impatto cognitivo dei giocatori a seconda degli “spazi di fase” occupati in quella specifica situazione?

Quanto i miei atleti/e sono realmente coinvolti/e e ingaggiati/e?

Sono sicuro che siano realmente attenti e consapevoli dello scopo/i dell’esercitazione, oppure sto scambiando l’obbedienza, e il silenzio passivo/ossequioso, per attenzione?

Quanta libertà offro loro, ascoltando (autosservazione) i miei feedback, per far emergere soluzioni creative, attraverso le quali lasciar fiorire il decision-making (consapevole o inconsapevole) dei miei giocatori?

Quanto sono disposto a tollerare un errore figlio dell’impegno e del coraggio, aspetti che premieranno il gruppo e l’individuo in futuro, rispetto ad una soluzione semplice, ma immediatamente efficace, seppur dannatamente ripetitiva?

Quanto spazio lascio per la libera esplorazione, per far fiorire lo spirito di iniziativa, per favorire l’abitudine a gestire sfide continue, a sapersi prendere rischi e responsabilità?

Quanto. come allenatore, indirizzo dall’alto e quanto spazio invece concedo all’autonomia decisionale?

“La realtà è la misura dell’efficacia” Andrea Panatta.

Link per la consultazione integrale dell’articolo citato:

https://www.mdpi.com/2076-3417/16/5/2407

Tags: PRIMO PIANO
InviaCondividiCondividiInvia
Francesco Brasili

Francesco Brasili

Francesco Brasili, 49 anni, con un’esperienza ultradecennale quale educatore di scuola calcio e/o responsabile, è iscritto all’albo nazionale dei formatori ufficiali del metodo Emotional Sport e del metodo  Coerver® Coaching. È certificato Personal Trainer, Mental Coach, Operatore in Neuroscienze ed è cultore della metodologia Joy of Moving e della strategia educativa dell’Educazione Emozionale, approfondita durante gli anni di partecipazione all’Accademia di Pedagogia Viva. In possesso di laurea in Giurisprudenza ed esperto in processi, organizzazione, gestione delle risorse umane e comunicazione, è insegnante qualificato di Qigong e II Dan internazionale di Kendo.

Prossimo articolo
La creatività in campo. Appunti di un mister.

La creatività in campo. Appunti di un mister.

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Gli articoli più letti

  • allenamento completo categoria pulcini

    Categoria Pulcini: seduta di allenamento completa

    0 Condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Categoria Giovanissimi: Seduta di allenamento completa

    0 Condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Categoria Piccoli Amici : Seduta di allenamento completa

    0 Condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • SMARCAMENTO in AMPIEZZA: proposte pratiche per l’attività di base

    0 Condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Esercitarsi nel duello SENZA fare 1 vs 1

    0 Condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

La nostra pagina Facebook

Categorie articoli

Scarica il nostro materiale GRATUITO!

PDF: FOOTBALL IDEA MAG 1

PDF: TESI DI GIULIO CARLET, “FISIOPATOLOGIA DELL’INFORTUNIO NELLO SPORT: LESIONI CAPSULO-LEGAMENTOSE E MUSCOLARI DELL’ARTO INFERIORE; TRATTAMENTO RIABILITATIVO E RIATLETIZZAZIONE IN CAMPO”

PDF: TESI DI YURI AMICO. LO SVILUPPO DELLA FORZA E L’IMPORTANZA DELLA POTENZA NEL CALCIO

PDF: TESI DI FEDERICO RASERO. ANALISI DEI PRINCIPI OFFENSIVI DI ALCUNE SQUADRE DI CALCIO EUROPEE

Chi siamo

Associazione di formazione e consulenza sportiva. Collaborazioni per formazione di istruttori nello sport giovanile con focus nel calcio, ci mettiamo in gioco per organizzare eventi calcistici accessibili a tutti (dai piccoli ai grandi)

I nostri Social

Newsletter

Instagram

Seguici

    The Instagram Access Token is expired, Go to the Customizer > JNews : Social, Like & View > Instagram Feed Setting, to refresh it.

© 2025 FootballIdeaSito realizzato da Roberto Civita. Responsabile Safeguarding: Scoglio Veronica Scarica Modello adottato.Email Safeguarding

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • HOME
  • RUBRICHE
    • CALCIO E PRINCIPI
    • GIOCHI DI COSTRUZIONE
    • GIOCHI MOTORI
    • GIOCHI POSIZIONALI
    • GIOCHI SEMPLIFICATI
    • ATTIVAZIONE
    • TATTICA
    • TECNICA
    • MODELLI DI GIOCO
    • SOSEF
    • PSICOLOGIA
  • VIDEO
    • ALLENATORE EFFICACE
    • AGENZIA EDUCATIVA
    • COMUNICARE
    • NEUROSCIENZE APPLICATE
    • IL GIOCO INSEGNA
    • ESERCITAZIONI
  • COACHING
    • ALLENARE
    • CLINIC & EVENTI
    • INTERVISTE
    • ARTICOLI
  • DOWNLOAD
    • LIBRI E EBOOK
    • MATERIALE SCARICABILE E PDF
    • STORIE
  • CONTATTI

© 2025 FootballIdeaSito realizzato da Roberto Civita. Responsabile Safeguarding: Scoglio Veronica Scarica Modello adottato.Email Safeguarding

la tua app, la tua metodologia

Prendi il comando del tuo Settore Giovanile e della tua Scuola Calcio. Un'unica metodologia per tutti gli allenatori.
Prenota una call